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Il
pesce spada, Xiphias gladius, appartiene
alla famiglia degli Xifidi, può raggiungere
la lunghezza di 5 m. Ha il corpo senza squame; è
fornito di duplici pinne dorsali e anale, di peduncolo
caudale carenato. Ha il muso allungato, puntuto,
a forma di spada. Vive nei mari caldi e temperati,
è un predone vorace; è in grado di
raggiungere la velocità di 90 km. l'ora.
Esso ha carni prelibate, per cui è oggetto
di attiva pesca, soprattutto nel corso dei mesi
primaverili ed estivi allorquando si avvicina alla
costa per la riproduzione.
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Il mare antistante Bagnara
Calabra nella divisione per sorteggio delle aree di pesca
al pesce spada (Foto 1)
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Legenda
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| Zone
di primo sorteggio = |
| Zone
di secondo sorteggio, pòsti i fòra, aree
esterne allèrrama = -------- |
| Postazioni
per le vedette = [] |
La costa antistante Bagnara Calabra
è costituita da un insenatura sul Mar Tirreno, posta a
pochi km. da Scilla e dallo Stretto di Messina. Essa sembra che
sia stata creata per accogliere nel modo migliore i pesci
spada, Xiphias gladius, in amore. A poche centinaia
di metri dalla costa, infatti, ogni anno, a primavera, da sempre,
si danno appuntamento tantissimi Xifidi in coppia, parìcchja,
per dare continuità alla specie.
Il 10 di aprile di ogni anno gli armatori, 'i patrùni
'i l'ùntri 'i pìsci spàta, dei l'untri
si recano alla Capitaneria di Reggio Calabria per acquisire per
sorteggio, jettàri 'i pòsti, l'area, appunto
'u pòstu, nella quale pescheranno, daranno la caccia
al pesce spada.
L'area di pesca è costituita da una fascia convenzionale
di mare, tagliata in senso longitudinale alla costa, (vedi foto
n. 1) che si estende sino a circa 400 metri dalla riva, la quale
è riferita ad una torre di avvistamento a terra, 'a
pòsta, ubicata sui terrazzi più alti della collina,
per esempio, la Posta Particella va dal suo limite Nord al muso
del Golfo Grande. Nella vedetta è sistemato il settimo
uomo dell'equipaggio, 'u vandijatùri, colui il quale,
cioè, dall'altura dovrà scrutare il mare, scoprire
il pesce spada e, tempestivamente, segnalarlo ai compagni che
sono sulla barca, (vedi foto 1).
Quando i richiedenti sono di numero maggiore alle tradizionali
e indispensabili vedette collocate a terra, le autorità
determinano un secondo ordine di aree di pesca, pòsti
'i fòra, poste esterne, distanti 100 metri da quelle
più vicine alla costa. Questo ordine è considerato
meno favorevole, perché non può essere servito
adeguatamente, data la lontananza, dalla vedetta, sistemata a
terra, da cui dipende in buona parte l'esito della pesca. Gli
equipaggi del secondo gruppo vanno a caccia del pesce spada,
affidandosi alla fortuna, all'èrrama, con il vantaggio,
tuttavia, di potersi muovere senza limiti di spazio verso l'esterno
dell'area. Qualora il pesce spada invada un'altra posta,
l'ùntri può sconfinare per inseguirlo, perché,
per antica consuetudine, la preda è di chi l'ha vista per
primo, però una volta cacciato, sarà diviso in parti
uguali tra chi lo ha visto e chi è titolare della posta
invasa. Il sorteggio, comunque, stabilisce da quale posta ogni
ùntri deve iniziare la caccia, perché la volta successiva
occuperà un'altra area di pesca, rispettando così
un tradizionale criterio di rotazione. (vedi doc.
1 e 2 in appendice).
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La barca, l'ùntri,
ha una struttura particolare: è lunga m. 6,24, 24 pàrmi;
è larga m. 1,65; è alta m. 0,80. È di colore
nero. È funzionale, quasi esclusivamente, all'uso a cui
è destinata. Essa è una macchina particolarissima
(vedi foto n. 2 e n. 3). Dai pescatori di Bagnara Calabra sono
considerati famosi, per la perizia con cui costruiscono l'ùntri,
i maestri d'ascia loro compaesani, quelli della vicina Favazzina
e, inoltre, quelli di Alì Marina, (ME).
I remi n. 14 e n. 15 servono ad imprimere alla
barca il moto veloce necessario; quelli n. 12 e 13 hanno la funzione
di stabilizzarla e di agevolare le manovre di accostamento al
pesce spada.
Alcuni giovani pescatori di Bagnara Calabra, nei momenti di riposo,
costruiscono un ùntri in miniatura e lo dedicano alla fidanzata,
la quale ripaga il dono dell'amato con tanti baci quanti sono
i pezzi di legno usati per costruire il soprammobile, l'ùntri
'i vìsta.
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L'ùntri con il suo
equipaggio. (foto n. 4)
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Da sinistra (foto n.4) il fiociniere,
'u patrùni, due marinai ai remi piccoli, tri
e quàttru, il fariere, 'u faleròtu,
che dall'alto del fariere, falèri, guida i rematori,
seguendo attentamente i suggerimenti della vedetta, 'u guardiànu,
collocata a terra, â pòsta, e gli uomini addetti
ai remi lunghi, ê palèji, strèmu
e brazzòlu, che hanno la funzione di rendere molto
veloci le manovre della barca. A poppa, sistemati sui maschitti
e tenuti a portata di mano sono 'u fèrru, la fiocina
dotata di quattro alette, arìcchj, destinata ad
arpionare il pesce spada; 'a troffinèra, con due, utilizzata
per infilzare un eventuale pescecane o qualche pesce luna, pìsci
mòla; 'a frìccina, la fiocina a sette
punte adoperata per catturare le aguglie imperiali.
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Negli anni Cinquanta, approssimativamente, questi termini
sono stati sostituiti con nuovi lemmi; infatti sono stati
introdotti i comandi sùsu, per indicare il nord
e jùsu per orientare l'ùntri verso sud.
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La barca con il suo equipaggio,
tutta gente specializzata nella caccia al pesce spada, chi
fàci 'u mistèri d''u pìsci spàta,
è in acqua; la vedetta, 'u guardiànu, munita
di una bandiera bianca è al suo posto sulla torre, 'u
pòstu. Tutto sembra tranquillo, è tùttu
pàru comòra.
All'improvviso da terra la vedetta allarga completamente le braccia
mostrando la bandiera tutta aperta; sta indicando l'avvistamento
di una coppia di pesce spada, 'a parìcchja e lancia
il messaggio atteso con ansia da tutti marinai:
-Francesco, Va' a destra, Cìcciu va' a manè!
L'ùntri esegue. Dopo un po', la vedetta, che segue i movimenti
del pesce, incalza:
- Va' a sinistra.Va'
a ppa'!
Mentre il fariere, 'u faleròtu, esorta:
- Remate con più forza. Vòca, vòca fòrti!
La vedetta, 'u guardianu, adesso impone una nuova direzione:
- Va' in alto mare. Va' fòra!
Subito dopo, la situazione muta molto rapidamente, per cui:
- Va' verso terra. Va' 'n tèrra!
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'U fèrru è una fiocina dotata di quattro
alette, arìcchj, raccolte in un unico corpo appuntito.
Esse si aprono formando un angolo di 90° appena si
sono conficcate nelle carni del pesce spada. 'U fèrru
è fissato alla punta di una pertica lunga m. 3,5
e del peso di kg. 4,5 Essa era di elce, un legno molto
flessibile
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Le comunicazioni verbali dei pescatori in queste circostanze
sono incalzanti e articolate come una cantilena, perché,
evidentemente, l'allungamento dei suoni, 'a vùci lònga,
permette a chi manda i messaggi di arrivare sino al ricevente,
anche quando egli si trova molto lontano.
Ad un tratto vengono a galla, assùmanu, due pesci.
I marinai, si avvicinano alla coppia, 'a parìcchja,
con lo scopo di cacciáre entrambi gli individui. Inoltre,
per consuetudine, l'avvistamento del pesce determina il diritto
di cacciarlo in qualunque parte del mare dovesse spostarsi.
L'ùntri si è avvicinato al pesce; il fariere ordina:
- Fermate i remi piccoli! Càccia 'u parìgghju
d''u màri!
Il fiocinatore, 'u patrùni, cerca di infilzare c'u
fèrru, una fiocina che ha delle caratteristiche
tecniche peculiari, per prima la femmina. Se il colpo gli
riuscisse si garantirebbe la cattura anche del maschio, il quale
è facilmente riconoscibile, perché raggiunge soltanto
un terzo delle dimensioni della compagna. Esso, infatti, non abbandonerà
lo specchio d'acqua nel quale è arrivato con la compagna,
neppure dopo che essa sarà stata colpita; la femmina, al
contrario, non essendo assolutamente propensa a mettere a repentaglio
la propria vita, appena avverte il pericolo, prende il largo e
abbandona al suo destino fatale il maschio.
Comunque è opportuno ricordare che il lanciatore della
fiocina spesso non coglie il bersaglio, sgàrra.
Le ragioni dipendono da condizioni oggettive: la mobilità
del bersaglio, la necessità di mantenersi in equilibrio
sulla barca in movimento e infine la propria specializzazione.
Qualcuno infatti riesce a trafiggere il pesce spada soltanto se
può colpirlo di lato; un altro aspetta che gli capiti di
fronte. Soltanto pochi riescono a coglierlo da qualsiasi posizione.
Fiocinare il pesce spada è un'arte, 'nu mistèri,
che si tramanda da padre in figlio.
I pescatori di Bagnara Calabra, conoscendo da sempre i comportamenti
di questi pesci, adattano le loro strategie di caccia alle abitudini
delle loro pregiate prede, che, fra l'altro, possono raggiungere
la velocità di 90 km l'ora.
Il fiocinatore dell'equipaggio, che stiamo seguendo, è
molto bravo.
Appena il pesce gli arriva a tiro, il fiocinatore grida:
-Adesso è il momento propizio. Uòra è
ùra
E gli scaglia addosso l'asta dotata della punta a quattro alette
mobili, 'u fèrru, e lo colpisce vicino al collo,
u tàssa all'òrru. Immediatamente lancia un
grido:
-Viva San Marco!! Viva San Marcu!!
Poi lascia che la corda, 'a sàula, si srotoli per
non provocare strappi, mentre il pesce spada ferito, sia pure
mortalmente, tenta un'inutile corsa. Quando la corda resta senza
un minimo di tensione, moiàta, è il momento
di tirarla per avvicinare la preda alla barca.
Allorché il pesce spada è tirato a bordo, il fiocinatore
con le unghie delle cinque dita gli imprime sulla parte più
vicina agli occhi un particolare segno di croce, che, secondo
qualcuno, è stato riscontrato in alcune necropoli dei Fenici.
Il pesce spada, comunque, in qualunque luogo sarà trasportato,
sarà tenuto sempre con i segni, questa singolare firma
del fiocinatore, rivolti verso l'alto. Subito dopo, la parte dove
il pesce è stato trafitto viene incisa con un taglio circolare,
'a bòzza, e viene divisa tra i componenti l'equipaggio.
Il collo, 'a scuzzètta, del pesce spada tocca per
tradizione ô patrùni, all'armatore. Questa
parte del pesce viene considerata la più squisita.
La vendita a dettaglio del pesce è di esclusiva competenza
del rivenditore, 'u ricattèri, che, di solito, compra
il pesce aggiudicandoselo nel corso di un'asta, 'incàntu,
che ha luogo appena le barche approdano sulla spiaggia. Il pescato
viene rivenduto ê Bagnaròti, le donne di Bagnara
Calabra, famose per la laboriosità e la abilità
di venditrici, che, spesso, a piedi, con un corbello pieno di
pesce fresco in testa, raggiunge i centri abitati dell'entroterra
per vendere o, più frequentemente, per barattare la propria
mercanzia con olio, vino, legumi e altri prodotti agricoli.
I graffi rituali hanno incoraggiato qualche studioso ad ipotizzare
un'origine fenicia della caccia al pesce spada. Altri hanno trovato
nelle voci va' a manè, a destra, e va' a ppà,
suoni del greco classico. La forma dell'untra, infine, ha indotto
qualche erudito a chiamare in causa addirittura i Vichinghi. È
certo che questa tecnica di caccia al pesce spada per i pescatori
di Bagnara Calabra è antica come il mare. L'attività
non è stata mai subordinata al pagamento di una tassa specifica.
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Palamatára, sf., Palamidaro, s.m., rete di sbarramento
con la quale si pescano tonni, palamite, alelunghe. È
una rete da pesca, che, tenuta in superficie da un congruo
numero di galleggianti, non arriva sino al fondo ed è
mossa dalle correnti marine.
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Il 29 di giugno il rapporto di lavoro tra l'armatore e l'equipaggio
cessa, 'i marinàri si sbàrcanu. Vengono fatti
i bilanci della stagione di pesca conclusa, si 'ssùmmanu,
e ognuno riceve 'a pàga, il salario che si è
guadagnato. In questa fase l'armatore trattiene 'a quàrta,
il 25% della paga di ognuno, e la consegnerà al Capocongrega,
colui il quale è preposto ad organizzare e a gestire i festeggiamenti
del Santo Patrono della parrocchia di appartenenza. Tale tassa è
volontaria; qualche marinaio, infatti non la paga, pur sapendo di
esporsi a causa di questa scelta ai commenti malevoli dei propri
concittadini.
I guadagni ricavati dalla caccia al pesce spada vengono così
suddivisi:
all'armatore, ô patrùni, che di solito esercita la
funzione di fiocinatore, spetta il 30 % del pescato;
ai rematori e al fariere viene dato il compenso del 10 %
alla vedetta tocca il 20 %, che è il doppio di quanto percepisce
un rematore, perché di notte non può andare a pesca
con le palamatàre.
Egli infatti non deve affaticare gli occhi, giacché il buon
esito della càccia dipende prevalentemente dalla sua vista
ed egli non deve affaticarla.
Al fabbro, 'u forgiàru, che ha costruito 'a troffinèra,
di cui ha pure la manutenzione, spetta il 25 %, 'a quàrta,
questo compenso gli sarà pagato per tutta la vita.
Il padrone della barca, poi, deve pagare di tasca propria il 2,5
%, 'a quàrta d'a sacchètta, ad un marinaio
che gli cura la barca e tutte le attrezzature della pesca .
Dagli anni '80, prima timidamente, poi con nuove invenzioni, prodotte
dalla tecnologia applicata all'ingegneria marittima, anche la càccia
al pesce spada si rinnova con l'invenzione della passerella, passarèlla,
la barca che ha soppiantato l'ùntri. Occorre sottolineare
che questa barca produce anche nella caccia al pesce spada una rivoluzione
di carattere sociale, perché il proprietario di questa imbarcazione
è soltanto un semplice imprenditore, al quale non è
richiesta alcuna competenza nel settore della pesca. Ragion per
cui può anche accadere che il proprietario di passerèlla
svolga una attività, che non ha alcuna attinenza con il mondo
della pesca. 'U patrùni, che proviene da un genitore lanciatore
ed è a sua volta un provetto lanciatore, diventa rapidamente
una figura del passato, di un passato che in breve è diventato
remoto. Una piccola imbarcazione, 'nu gòzzu, viene usata
come barca di appoggio, infatti, dopo che la passerella ha infilzato
il pesce spada, trasferisce la cura di gestirne la cattura definitiva
all'equipaggio di questa.
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La passarèlla, che stiamo prendendo in esame ha
lo scafo lungo 22 m.
1 Còffa, sulla quale prende
posto l'avvistatore-timoniere.
2 Farere, alto 26,4 m. a
(Il farere deve misurare 1/5 in più della lunghezza
dello scafo.)
3 Passerella, lunga 31,68
m . Su di essa prende posto l'avvistatore-motorista.(La
passerella deve essere più lunga del farere nella
misura di 1/5.)
4 Cabina
5 Gòzzo, barca d'appoggio,
su cui prendono posto due dei marinai che fanno parte
dell'equipaggio della passerella, dopo che è stato
fiocinato un pesce spada.
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La passerella, 'a passarèlla,
(foto n. 5)
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'A pasarèlla è
una imbarcazione dalla linea affusolata. È senza carene;
è provvista soltanto della chiglia. È lunga m 22.
dotato di un farere alto m.26,4 e una passerella che sporge dalla
prua per m. 31,68 L'uomo ha prodotto una sintesi straordinaria,
mettendo insieme sulla stessa macchina la vedetta, il farere,
il lanciatore (vedi foto n. 5) e i rematori; è dotata di
due motori Diesel di 200 hp, che consentono ad essa di raggiungere
in navigazione alte velocità.
Neli anni '90, infine, le reti derivanti,'i piscispatàri,
a loro volta, mettono in crisi le passerelle. Quest'anno al sorteggio
delle poste alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria si sono
presentati soltanto 4 equipaggi. Le reti di profondità,
che vanno alla deriva, misurano 2000 metri. Esse non sono compatibili
con le delimitazioni di aree di pesca.
Anche la passarèlla, così come è accaduto
all'ùntri, sta diventando ormai, inesorabilmente, il simbolo
dell'ultima càccia al pesce spada, perché le reti
hanno annullato la cultura della pesca fondata sul rapporto uomo-
pesce spada, che da sempre è stata al centro della storia
di ogni pescatore di xifidi ed alimenta ancora la fantasia
dei vecchi con il racconto di càcce straordinarie, soltanto
in parte inventate.
Al pesce spada oggi i Bagnaròti, i Bagnaresi, dedicano
il 7 di luglio di ogni anno una grande festa, celebrando la Sagra
del pesce spada, organizzata dalla Associazione Turistica Pro
Loco e patrocinata dalla Regione Calabria, dall'Amministrazione
Comunale e da quella Provinciale di Reggio Calabria.
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Informatori:
Prof. Rocco Jannì, nato e cresciuto a Bagnara Calabra
in una famiglia di armatori e di pescatori.
Signor Francesco Tripodi, classe 1908, inteso come 'U Padegiàru;
è stato proprietario di ùntri e valentissimo lanciatore.
Oggi vive a Nicotera Marina (VV).
Il signor Luigi Oriana, Presidente della Pro-Loco di Bagnara Calabra
(RC).
Bibliografia:
Il testo fa parte dell'Opera I dialetti e il mare, a cura di
GIANNA MARCATO, Atti del congresso internazionale di studi in
onore di Manlio Cortelazzo Chioggia 21 - 25 settembre 1996, Università
di Padova Dipartimento di linguistica, Unipress 1997, pp. 157
- 172.
Appendice
documento n. 1
1) Circolare del Ministero della Marina Mercantile.
...............................................
Al Locomare Bagnara Calabra
...............................................
...............................................
Ministero della Marina Mercantile
Capitaneria di Porto RC
Oggetto: Campagna diurna per la pesca del pesce spada anno 1995-
Zona Calabria- Periodo 1 maggio/ 15 luglio 1966.
.......................................................................................
Gli Uffici Marittimi in indirizzo sono pregati di portare a conoscenza
del ceto interessato, mediante pubblico avviso, che nelle sedi
sotto indicate si svolgeranno le operazioni di sorteggio per l'assegnazione
delle Poste per la pesca diurna del pesce spada.
1) Le imbarcazioni dovranno, tempo permettendo, esercitare la
pesca nelle poste sorteggiate tutti i giorni dalle ore 07,00 al
tramonto.
2) Eventuali impedimenti alla pesca (avaria al motore, scafo e
complesso attrezzature alla pesca) dovranno essere indicati tempestivamente
all'Autorità Marittima Locale;
Qualora la posta sorteggiata non sarà utilizzata per un
periodo continuativo di gg. 5, l'imbarcazione aggiudicatrice sarà
dichiarata decaduta e lo spazio acqueo sarà assegnato alle
altre imbarcazioni partecipanti alla campagna.
...................................................................................................................................................................
Per la zona di Bagnara Calabra il giorno 02 aprile 1966 alle ore
10 nei locali dell'Ufficio Locale Marittimo;
...................................................................................................................................................................
I pescatori interessati alla campagna di pesca in oggetto dovranno
presentare alle Autorità Marittime della Zona, nelle acque
cui si desidera esercitare la pesca i seguenti documenti:
a) domanda di ammissione al sorteggio, in carta legale, con l'indicazione
delle generalità del capo ciurma e di tutti i componenti
dell'equipaggio del natante che verrà impiegato nella campagna;
b) titolo matricolare dei componenti dell'equipaggio del natante;
c) .............................................................................................................................................................
Nella domanda, oltre alle precisazioni delle acque nelle quali
si intende esercitare la pesca in parola ci dovrà essere
indicata se il natante sarà o meno munito del complesso
passarella-antenna-timone.
Il Ministro
documento n. 2
Verbale delle operazioni di attribuzioni delle poste mediante
sorteggio redatto presso la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria.
........
Si dà atto che risultano presentate n. quattro istanze
per la partecipazione alla suddetta campagna. Preliminarmente
si procede al controllo della documentazione presentata.
-M/p Santa Lucia n. 5RC/723
-M/p Santa Lucia n. 5RC/892
-M/p La nuova Carmela n. 5RC/873
-M/p Nettuno n. 5RC/960
Considerato che le imbarcazioni non sono ancora in esercizio e
che è in corso il loro allestimento, i concorrenti vengono
ammessi al sorteggio delle poste, a condizione che le unità
adempiano agli obblighi ed alle prescrizioni a loro indicate prima
dell'inizio della stessa campagna.
Il controllo e la regolarità sarà per quanto possibile,
affidato al Titolare dell'Ufficio Locale Marittimo di Bagnara
Calabra.
Premesso che le poste sono (12) dodici, che le domande ammesse
sono quattro e che le poste iniziali negli ultimi anni (aumento
stazza e numero unità diminuite) si conviene di utilizzare
n. quattro poste:
Porticella (...)-
Gramà (...)-
Martorano (...)
Rùstico (...)
I limiti suddetti, risultano di conoscenza perfetta ai partecipanti,
le norme generali sono contenute nel verbale per la campagna di
pesca del 1959.
Si procede al sorteggio delle poste, con imbussolamento delle
schede, cui trattasi, danno il seguente risultato:
......
Le imbarcazioni partecipanti alla campagna di pesca, osserveranno
un turno a rotazione giornaliera delle poste, nel precisato ordine.
La campagna, dovrà esercitarsi, tempo permettendo, tutti
i giorni dalle ore 07.00 al Tramonto.
Eventuali impedimenti (avarie- attrezzature di pesca ecc.) dovranno
essere comunicate all'Autorità Marittima Locale.
Se la posta sorteggiata, non venisse utilizzata per un periodo
continuativo di giorni cinque, l'unità aggiudicatrice sarà
giudicata decaduta, il relativo specchio acqueo assegnato alle
altre imbarcazioni partecipanti alla campagna.
Per quanto sopra non espressamente contemplato nel verbale, valgono
le norme consuetudinarie locali, già recepite nei verbali
degli anni precedenti, nonché quelle emanate dalla Capitaneria
di Porto di Reggio Calabria in data 23.03.1959.
I Capi Ciurma, Proprietari
(Seguono le firme)
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